Ciro Mauro, presidente del congresso: “Cardiopatia ischemicacronica e scompenso acuto: ecco le patologie di domani”

Lo scopo principale del convegno è stato quello di riunire in due giorni di lavoro piuttosto intenso i migliori specialisti su tematiche riguardanti la cardiologia sia clinica sia interventistica. Sono intervenute autorità che hanno fatto la storia della cardiologia strutturale. Allo stesso tempo abbiamo dato ampio spazio alle forze emergenti, ai cardiologi neospecialisti che rappresentano il futuro della cardiologia.

Nel corso dei lavori abbiamo sottolineato l’importanza dei nuovi atteggiamenti terapeutici nell’ambito della cardiologia strutturale e della cardiopatia ischemica. Mi soffermo proprio su quest’ultimo punto. Diversi interventi hanno confermato come la stabilizzazione della placca può essere il futuro del trattamento. Al giorno d’oggi, insomma, ci si è soffermati fin troppo sulla cardiopatia ischemica acuta: le patologie del futuro, però, sono la cardiopatia ischemica cronica e lo scompenso acuto, visto l’aumento dell’età media e delle comorbilità presenti nei pazienti.

Dopo due anni gli Hot Topics sono tornati è tornato in presenza. Come ha sottolineato il nostro direttore generale Giuseppe Longo l’apertura della cardiologia sul territorio significa rendersi disponibili a compensare l’enorme ritardo delle liste di attesa causato da due anni di pandemia. La nostra azienda si sta muovendo cercando di ridurre il gap tra domanda ed esecuzione. Fortunatamente stiamo assistendo, grazie anche alla grande opera di vaccinazione, all’arrivo dei pazienti in ospedale in tutta sicurezza. Certo pagheremo ancora le conseguenze della pandemia poiché molti pazienti affetti da cardiopatia ischemica acuta, ad esempio, non sono stati sottoposti a precoci trattamenti. Dunque la malattia potrà evolvere in scompenso. Dobbiamo trovarci perciò pronti sotto i profili farmacologico, del trattamento ed interventistico.

Mi auguro che al convegno troveranno spunti di riflessione sia i giovani sia i medici più esperti e che si crei una sinergia tra le varie strutture. L’ospedale è proiettato sul territorio con tutte le figure impegnate nella sanità: dal medico del 118 a quello di base.

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